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Festival del Pensiero Cristallino

Dal 18 al 20 settembre 2026 torna il Festival del Pensiero Cristallino , rassegna culturale dedicata al dialogo tra territorio, identità, pensiero e comunità nella Riviera Cristallina. Dopo la nascita del format nel 202…

venerdì 18 settembre 2026
Gioiosa Ionica (RC)
Sfondo Cultura
Immagine Viavia Calabria

L’evento

Descrizione

Dal 18 al 20 settembre 2026 torna il Festival del Pensiero Cristallino , rassegna culturale dedicata al dialogo tra territorio, identità, pensiero e comunità nella Riviera Cristallina. Dopo la nascita del format nel 2024 e il consolidamento dell’edizione 2025, il Festival prosegue il suo percorso come spazio culturale stabile, capace di attraversare luoghi diversi e trasformarli in occasioni di confronto, ascolto e partecipazione. La nuova edizione propone tre serate a ingresso gratuito, con registrazione obbligatoria fino a esaurimento posti, tra narrazione civile, teatro, musica e conversazioni dedicate al rapporto tra persone, paesaggio e appartenenza. Il 18 settembre , alle ore 19:00, il Teatro al Castello di Bovalino Superiore ospita Ascanio Celestini per una conversazione pubblica a partire dai temi di Poveri cristi: periferie, marginalità, persone invisibili e dignità umana. Le gradinate in pietra e il Castello diventano parte integrante di un racconto che unisce parola, memoria e comunità. Il 19 settembre , alle ore 20:00, il Festival si sposta al Mariciò , sul Lungomare Cristoforo Colombo di Marina di Gioiosa Ionica , per una serata tra teatro, musica e pensiero umanistico-esistenziale. Marina Baldi introdurrà la rappresentazione teatrale del Gruppo Spontaneo, dedicata al tema della violenza sulle donne. A seguire, Paolo Sofia e Sefora Rosa proporranno un momento musicale condiviso, attraversando temi come identità, libertà, fragilità, relazioni e ricerca di senso. Il 20 settembre , alle ore 19:00, in Piazza Santa Maria della Vittoria a Staiti , la serata conclusiva sarà affidata a Federico Quaranta con la conversazione “I luoghi che ci cambiano. E che cambiamo”. Un incontro dedicato al rapporto tra paesaggio, memoria, appartenenza e responsabilità di raccontare i territori senza trasformarli in prodotti. [gallery]